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Un invito alla solidarietà di Gaia Armigero-Non gridate più

 

La poesia “Non gridate più” di Ungaretti è una testimonianza pubblica del dolore e dello strazio provocati dalla tragicità della guerra, della persecuzione razziale, dell’odio feroce che sembra aver cancellato i sentimenti, i ricordi, ogni traccia di umana compassione. Essa rappresenta una preghiera accorata, per invitare gli uomini a riscoprire i valori della solidarietà e per superare l’odio e le divisioni politiche, al fine di non rendere vano il sacrificio umano. Al “gridare” degli uomini, simbolo di odio e di barbarie, il poeta contrappone il silenzio dei morti, che trasmette invece un sussurro, un messaggio di pace. La sua sfiducia è evidente negli ultimi versi, dove troviamo l’immagine dell’erba, che per paura non cresce al passaggio dell’uomo.

Utilizzando il registro storico, Ungaretti rievoca anche nella Raccolta “Il dolore” l’esperienza vissuta durante la Prima Guerra Mondiale, durante la quale si era arruolato come volontario ed era stato inviato sul Carso. Una guerra combattuta in trincea, dove le truppe di Cadorna erano costrette a restare per mesi in condizioni disumane, tra le intemperie e le scarse condizioni igieniche.

L’esperienza tormentata di Ungaretti ci ricorda inevitabilmente quella che stiamo vivendo oggi durante la pandemia causata dal virus Covid-19, durante la quale siamo invitati a suon di “restate a casa” a seguire le restrizioni imposte dal governo per evitare ulteriori contagi e, dunque, che aumenti il numero delle vittime. Proprio come soldati mandati in trincea, oggi troviamo una situazione analoga tra i medici che, sprovvisti delle attrezzature necessarie, vengono mandati tra i malati ed esposti al pericolo di contagio. Per non parlare di tutti coloro che sono costretti a lavorare perché non possono permettersi di restare a casa, o che rischiano il posto di lavoro.

Il nemico che dobbiamo affrontare è, purtroppo, invisibile, ma è fondamentale che continuiamo a seguire le indicazioni che ci sono state imposte. Al giorno d’oggi siamo incredibilmente fortunati ad avere computer e tablet che ci permettono di comunicare con i nostri cari e di seguire le lezioni online. È vero, ci troviamo in una situazione senza precedenti, ma anche se siamo in quarantena (situazione che probabilmente durerà ancora per diversi mesi) abbiamo tutti i mezzi necessari per non annoiarci, per dedicarci alle nostre passioni e, magari, anche per scoprire nuovi hobby. Nonostante ciò, è difficile non rammaricarsi per tutte quelle esperienze che ci sono precluse, come per chi avrebbe dovuto provare l’emozione di affrontare le prove di maturità, o semplicemente passare le feste con la propria famiglia e gli amici, o approfittare dell’arrivo della primavera, del bel tempo e dell’allungarsi delle giornate, per fare attività all’aperto e ammirare lo sbocciare dei fiori, come l’Albero di Giuda che fiorisce ogni anno nel giardino antistante del nostro Liceo don Milani.

Pubblicata il 23 aprile 2020

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